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Anemone: semplicità, Fiore d'arancio: verginità, fecondità, purezza
Artemisia: felicità, salute, Azalea: simbolo cinese della femminilità, temperanza, Biancospino: speranza, prudenza.
Begonia: fai attenzione, Calendula: dispiacere, gelosia, pena d'amore , Cactus: durata
Camelia rosa: desiderio di te, Camelia rossa: sei la fiamma nel mio cuore, Camelia bianca: sei adorabile
Ciclamino: rassegnazione e addio, Fiori di ciliegio: buona educazione, Dalia: riconoscenza, buon gusto
Edera: fedeltà, amore esclusivo, Erica: solitudine, Felce: sincerità, Fiordaliso: primo amore, Gardenia: simpatia
Gardenia bianco: fedeltà, Gardenia giallo: eleganza, Garofano rosa: fedeltà, amore reciproco
Garofano rosso: amore vivissimo, energia, Garofano screziato: fidati di me, Geranio: stupidità,follia
Gelsomino giallo: gentilezza, candore, eleganza, Gelsomino bianco: amabilità, Giacinto blu: costanza
Giacinto porpora: perdonami, Giacinto rosso o rosa: gioco, Giacinto bianco: affetto
Giacinto giallo: gelosia, Giglio giallo: nobiltà, Giglio rosa: vanità
Girasole: amore adorante, amore infelice, Spiga di grano: abbondanza, Iperico: originalità.
Iris: fede, speranza, i miei complimenti, Lavanda: buona fortuna, Lauro: gloria, trionfo, afrodisiaco.
Lillà bianco: purezza,verginità, Lillà giallo: sono fra le nuvole, Lillà tigre: orgoglio
Lillà della valle: tenerezza,umiltà, Magnolia: nobiltà, Margherita: innocenza,spontaneità, bontà.
Mimosa: innocenza, libertà, autonomia, Mughetto: verginità, civetteria, Narciso: egotismo
Nontiscordardimè: amore eterno, Orchidea: sensualità, Palma: vittoria, Papavero rosa: serenità, vivacità
Papavero rosso: orgoglio, Passiflora: fede, religione, Fiori di pesco: amore immortale, Primula: giovinezza, primo amore, speranza.
Rododendro: primo amore, Rosa gialla: gelosia, Rosa rossa: passione, Tulipano: amore perfetto
Tulipano rosso: dichiarazione d'amore, Tulipano giallo: c'è il sole nel tuo sorriso, Tulipano violetto: modestia, Violetta: fedeltà
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DA PIU' DI VENT'ANNI
AL VOSTRO SERVIZIO. La nostra azienda nasce agli inizi degli anni '80 ad opera
di Giuseppe Guastamacchia ed Elisabetta Bonserio. In più di venti anni
di lavoro e ricerca, il nostro operato ha sempre risposto ad un unico principio:
SODDISFARE LE RICHIESTE DEI NOSTRI CLIENTI con composizioni particolari ed innovative.
Infatti la partecipazione a numerosi corsi d'aggiornamento, mostre e fiere,
ci consente, di presentare alla nostra clientela un ventaglio di proposte floreali
sempre più innovative e fuori dal comune. Ciò che contraddistingue
il nostro operato è la continua ricerca del dettaglio: la natura ci dà
la materia prima, una pianta, un fiore, noi concorriamo con la nostra creatività,
estro a trasformare il tutto in un omaggio floreale SPECIALE ED INDIMENTICABILE.
All'uscita del casello autostradale svoltare a Destra all'incrocio seguendo
direzione Giovinazzo (SP88). Dopo circa 5 Km subito dopo il passaggio a livello
delle Ferrovie dello Stato dritto per Via Bitonto.Dopo 360 m tenendo la destra
imboccate Via Firenze fino al semaforo seguendo a sinistra direzione Molfetta.
Sempre dritto per Piazza Vittorio Emanuele e per Via Molfetta.Dopo circa 900
m, dopo un distributore di benzina e il comando dei carabinieri sulla vostra
sinistra, svoltate a destra per Via Crocifisso. In fondo a Via Crocifisso c'è
il nostro centro. Vi aspettiamo. Da Terlizzi, Molfetta, Bisceglie, Trani, Barletta. Imboccare
la SS16 BIS direzione Bari. Dopo Molfetta proseguendo per Giovinazzo troverete
indicazione COLA OLIDDA. Svoltate a Destra seguendo per il mare. Dopo il cavalcavia
all'incrocio svoltate a Destra per Giovinazzo. (SS16 - Molfetta - Giovinazzo).
Dopo circa 800 m troverete sulla vostra destra il comando dei Carabinieri e
un grande parcheggio. Adesso svoltate a Sinistra per Via Crocifisso. In fondo
a Via Crocifisso c'è il nostro centro.Realizzazione computerizzata di
addobbi floreali per matrimoni; Consulenza botanica; Consulenza e trattamento
su piante bonsai da parte di specialisti del settore;
Scegliere il fiorista
Si consiglia di rivolgersi ad un fiorista per la scelta e la realizzazione delle composizioni floreali. La maggior parte del lavoro viene svolto dal fiorista la sera precedente o nella stessa giornata della cerimonia, di prima mattina; perciò le composizioni è meglio farle preparare da un professionista.
Prima di scegliere il fiorista, se proprio non riesci a decidere, consigliati con amici ed altri sposi novelli. Spesso, i fioristi ti mostrano le composizioni floreali già preparate per altri matrimoni.
In realtà, il proprio matrimonio richiede l’esclusività delle composizioni: decisioni importanti, quali i colori e la specie dei fiori devono poter riflettere la personalità della sposa.
Tutto in quel giorno deve parlare di te!
Il fiorista deve essere contattato circa quattro mesi prima del matrimonio affinché sia libero il giorno del grande evento.
Invece, dettagli precisi saranno discussi circa tre settimane prima della cerimonia. Informalo di tutti i particolari della funzione, mostragli un campione dell'abito, il luogo della cerimonia e del rinfresco.
Per un giorno importante…
I Fiori in un Matrimonio elegante sono importantissimi! Infatti spesso sono gli unici protagonisti dell'aspetto decorativo di Chiese poco appariscenti, oppure possono risolvere con un tocco giusto di colore un Vestito da Sposa privo di ricami. Tuttavia occorre fare molta attenzione
nella scelta del fioraio giusto, poiché potrebbe essere decisivo il suo consiglio per quel che riguarda la scelta dei fiori adatti allo scopo che ci si prefigge di ottenere, dal momento che in questo campo le delusioni possono risultare ancora più cocenti che altrove, data la deteriorabilità
del prodotto in tempi brevissimi. La decorazione della Chiesa è quanto mai soggettiva, spesso capita di richiedere più di un preventivo e di stupirsi di quanto possano discostarsi le somme richieste, ma l'efficacia e la riuscita della decorazione dipende essenzialmente dalla coerenza stilistica ottenuta con il giusto rapporto fra lo
stile dell'architettura e lo stile dell' addobbo: una Chiesa gotica o romanica molto sobria e spoglia non deve essere decorata con addobbi ridondanti, mentre una Chiesa barocca richiede in genere un addobbo più ricco. Dipende anche dal numero e forma delle composizioni, dalla qualità e quantità dei fiori.
Per prima cosa è importante il criterio di scelta dei vari fornitori di servizi: fotografo, fioraio, estetista,parrucchiere ecc. ecc. Ecco, spesso si tende a privilegiare il fornitore più vicino, oppure il più simpatico, il più gentile, certo la gentilezza, la simpatia e la comodità sono tutte cose che fanno piacere ed
in un certo senso tutti noi ci muoviamo spesso in questa direzione ma, in alcuni casi, ed in particolare per tutte le scelte che riguardano un giorno irripetibile, dovremmo agire in maniera diversa, più razionale, privilegiando la professionalità piuttosto che altre doti che, seppure molto gradite, passano decisamente
in secondo piano rispetto al buon "funzionamento" della fatidica giornata.
I fiori sono indispensabili per creare la giusta atmosfera per un matrimonio felice.
Adorna la tua casa, la chiesa, il luogo del ricevimento, le tavole del banchetto e l'auto nuziale. La scelta dei fiori deve tenere presente molti elementi. A parte la stagione e lo stile che hai scelto.
Fiori in chiesa e in comune
L'addobbo della chiesa. Se la chiesa è poco illuminata preferisci fiori bianchi o rosa oppure salmone. Scarta quelli troppo profumati: possono dare fastidio. La struttura della chiesa ti guida nella scelta della composizione degli addobbi floreali.
• Per una chiesa moderna: vanno bene composizioni di forma geometrica.
• Per una cattedrale:optate per addobbi classici, capaci di esaltare gli spazi. No alle piccole composizioni.
• Per una chiesa piccola: evita le grandi composizioni.
• Per una chiesetta di campagna: preferite composizioni contenute e semplici, con molto verde e fiori da campo.
Il bianco è il colore tradizionale, ma oggi puoi usare qualsiasi forma e colore, accostando i fiori come più ti piace.
Se hai un idea specifica e diversa per le composizioni floreali per il tuo matrimonio, è meglio sceglierle qualche giorno prima e la sera prima visionarle definitivamente, per evitare sgradevoli sorprese. Se in un giorno ci sono più di un matrimonio ,gli sposi, se sono in intesa con gli stessi fiori si possono mettere d’accordo per la scelta,
oppure se i gusti sono diversi ognuno è libero della propria decisione.
Se invece ti sposi in comune l'addobbo floreale, in questo caso, è composto da una composizione bassa o una ghirlanda posta davanti al tavolo posto davanti agli sposi, due composizioni più alte ai lati del tavolo e all'ingresso disponi piccoli mazzolini sulle sedie degli invitati.
Al ristorante, all’agriturismo o per il banchetto
Altrettanto importante è la disposizione degli addobbi nel luogo di ricevimento.
Gli alberghi/ristoranti, agriturismo ecc., spesso includono nel prezzo anche le composizioni floreali. Per altri è un costo in più. La maggior parte comunque lascia alla coppia la scelta di fornire fiori. Dovresti fissare un appuntamento con la direzione prima per preparare i fiori in modo da non creare problemi per l’organizzazione dei tavoli.
Di solito c’è una composizione floreale grande appena si entra nella sala, sobri centritavola e sul tavolo degli sposi una composizione più decorata. Una sala grande può sembrare più vuota, per cui vanno usate combinazioni più spettacolari, con composizioni e anche piante alte verdi.
Puoi prevedere centrotavola fioriti, per addobbare i tavoli del ristorante e quelli del buffet.
A seconda del luogo del ricevimento, cambiano gli addobbi floreali.
• Luogo semplice: prevedi ghirlande lungo la parte anteriore dei tavoli da buffet. Fermate con nastri e coccarde in tinta con la tovaglia o in colore contrastante.
• Casa: se pensi di ricevere nella tua casa, ridimensiona la quantità degli addobbi floreali. Punta sui fiori di stagione e sulle composizioni di frutta, semplici e ad effetto. Gioca con i colori in gradazione. Sfoglia i libri di addobbi floreali, per avere buone idee.
• Castello o villa d'epoca: dovresti creare un'atmosfera, che ricorda gli antichi splendori del posto. Ti servono grandi composizioni di fiori e frutta per i tavoli del buffet, candelabri impreziositi da tralci di edera, che richiamano quelli più piccoli sui tavoli degli ospiti.
• All'aperto o in una casa di campagna: fai sistemare le piante già esistenti dal giardiniere. Puoi far aggiungere ciotole o alberelli presi in affitto. Rallegra gli interni con mazzi di fiori, ghirlande e festoni. I centrotavola saranno di dimensioni contenute.
Fiori per la torta
Spesso vengono usati i fiori per decorare la torta. Questi vengono messi dentro un vaso d’argento, o un mazzo piccolo posto sulla torta. Un’alternativa è porre sulla torta un solo fiore. Qualsiasi fiore che si può stendere sul piatto va bene; per esempio una rosa senza gambo o una margherita. D'altro canto anche per quel che riguarda altre scelte bisogna essere cauti e procedere sempre privilegiando la professionalità.
Bouquet da sposa
Tradizione ed arte, questo il riassunto dell’essenza di un vero bouquet da sposa. Ma non solo. Il perfetto bouquet da sposa va studiato con la sposa per essere anche l’espressione della sua personalità. Conoscerla e capirne il carattere è compito del creatore che comporrà il bouquet in base a queste caratteristiche, all’altezza, all’abito e alla proporzione della mano.
La composizione avverrà in base allo stile dell’abito da sposa con riguardo al colore e alle proporzioni per permettere alla sposa di muoversi con la massima leggiadria. Componendolo con fiori e foglie di diverso tipo da quelli dell’addobbo del ricevimento se ne valorizza l’importanza dando così risalto anche alla figura della sposa. Per un ricevimento serale Vi potremmo
infatti proporre un bouquet con microlucine di colori chiari interni per particolareggiare ed esaltare la scelta della penombra serale. Ad essere lanciato o regalato all’amica più cara come augurio di nozze entro l’anno è invece il “secondo mazzo” costruito con gli stessi criteri.
Il bouquet andrà valutato con grande attenzione, privilegiando possibilmente le forme compiute, più resistenti e da mettere in risalto l'abito. Vanno evitate le foglie enormi e lucide, magari ripiegate su se stesse, come pure l'eccesso di verde e di foglie che prevalgono sui fiori. I fiori devono sempre rimanere i protagonisti del bouquet, la cui dimensione andrà valutata con cura insieme al fiorista:
una Sposa magra e slanciata potrà utilizzare un bouquet piccolo, mentre una dimensione più generosa del bouquet potrà contribuire efficacemente a slanciare la figura di una Sposa più robusta. Per quanto riguarda la scelta dei fiori da impiegare, si dovrà necessariamente tenere conto della stagione in cui avverrà la cerimonia, dal momento che una scelta più disinvolta tra i fiori fuori stagione può
comportare il rischio che essi appassiscano molto più velocemente di quanto si possa credere. La robustezza del bouquet è cosa della massima importanza, poiché può succedere di perdere fiori sulle scale della Chiesa o che il bouquet si scomponga completamente.
Forme
Ci sono diverse forme per il bouquet, tondo, a cascata, lungo, mezzo lungo, a fascio, a palla, a borsetta, a cuore e molte altre. Il fiorista disporrà di una documentazione fotografica e dovrebbe essere in grado di dare consigli sui fiori che saranno adottati per ogni tipo di forma, tenendo in considerazione la combinazione del colore e della stagione.
Tipologia
• tipo tradizionale: in genere il bouquet è tondeggiante o cascante al naturale. E' composto da fiori freschi, con un fulcro centrale di roselline ed edera. Va bene anche a goccia, creato utilizzando fiori piccoli.
• tipo romantico: prediligete il mughetto, il fiore sentimentale per eccellenza. Va bene anche nell'acconciatura. Sono indicate pure le roselline ramificate, le margherite, la bouvardia, unite alla gipsofilia, chiamata comunemente "velo da sposa".
• tipo moderno: per voi ci vuole la "rosa gigantea" o la "calla gigantea". Sono due composizioni, che hanno al centro i pistilli delle rose o delle calle, circondate da petali che ricreano la forma del fiore originario, in versione gigante.
• tipo anticonformista: se volete essere un po’ originali puntate sul bouquet "a palla", portato unito al polso da un cordone di seta. Questa composizione floreale, di solito, è composta da tante minuscole roselline intonate al colore dell'abito, ma ci possono essere anche tulipani, calle e fresie. A borsetta, portato con molta disinvoltura, adatto ad una sposa molto dinamica.
Colore
Nel passato il bouquet della sposa era composto di fiori bianchi per rappresentare la purezza. Oggigiorno, numerose spose scelgono fiori anche colorati, purché siano abbinati. Quando scegli i fiori, portare un pezzo del tessuto dell’abito al fiorista non è una brutta idea. Sarà di aiuto a scegliere i colori giusti. Questo è vero anche nel caso in cui la sposa scegliesse un
mazzo bianco, ci sono tante tinte e intensità diverse del colore di bianco. Il verde, che accompagna i fiori, è di una tonalità intensa e decisa.
Grazie a questi accorgimenti il Vostro bouquet sarà unico e personale, una vera opera d’arte da portare innanzi all’altare.
Come conservare il mazzo da sposa
Ci sono tanti modo per conservare il bouquet come souvenir.
Il mazzo può essere seccato e tenuto intero, o può essere smantellato e usato per creare un collage con i fiori secchi.
Una copia del mazzo può essere creata usando fiori di seta.
Alternative al mazzo floreale
Invece di portare in mano un mazzo di fiori, la sposa potrebbe portare:
• Una bibbia;
• Un libro di preghiere;
• Un parasole;
• Un ventaglio;
• Una borsetta.
Il mazzolino per le damigelle
Le damigelle di solito portano i mazzi di fiori più piccoli di quello della sposa.
Il colore e lo stile dovrebbe essere in armonia con i loro abiti e la combinazione di colori scelta per il matrimonio. Se le damigelle sono molto giovani, potrebbero rovinare un mazzo tenuto per tempi lunghi in mano; in questo caso potrebbe essere un idea darle un cestino piccolo di fiori da portare in mano.
Fiori per l’occhiello
Questi fiori di solito vengono portati dallo sposo, i padri degli sposi e i testimoni. Se la coppia desidera, può fornire i fiori per l’occhiello a tutti gli invitati.
Di solito lo sposo porta un fiore bianco per essere in tono all’abito della sposa.
Per quanto riguarda la decorazione dell'automobile di solito conviene privilegiare la discrezione.
La Casa Della Sposa
Quello che forse un pò tutti cerchiamo è qualcosa che ci sappia far distinguere dagli altri, in ogni occasione, tanto più in una, così importante, come il matrimonio. Per quello che concerne gli addobbi di chiese e ristoranti, ormai abbiamo provato di tutto, dagli stili agli abbinamenti di colori, agli accostamenti con la frutta e via discorrendo. Quello di cui invece non si parla tanto è creare un qualcosa in un ambiente nuovo: quello della casa degli sposi.
Terminato il pranzo che ha seguito la cerimonia in chiesa gli amici più cari ed i parenti più stretti, seguono gli sposi nella loro nuova casa, per terminare la giornata che deve essere fino all’ultimo minuto indimenticabile. Nella loro casa gli sposi hanno il modo di mostrare il buon gusto che gli ha distinti nella scelta dell’arredamento e possono far vedere i regali ricevuti per la loro festa.
Ed ecco la sorpresa!
Dopo la cerimonia curata nei minimi particolari, forse nessuno si immaginava di trovare dei fiori anche a casa. No, non si tratta di un mazzo di fiori che ben disposto adorna il centro della tavola, è qualcosa creato apposta per quella casa e per quella particolarissima occasione. Un discorso analogo può essere fatto per quello che riguarda la casa della sposa, quella nella quale ha vissuto fino al grande giorno.
Sfogliando l’album della fotografie non capita infatti di trovarne che la ritraggano in casa prima di recarsi all’altare.
Perché questo?
Forse le ultime ore che la ragazza trascorre nella sua casa prima di lasciarla per incominciare una vita tutta nuova, non sono importanti? O forse perché si pensa che la giornata di festa inizi solo nel momento in cui si entra in chiesa? Il vero motivo va probabilmente ricercato nel fatto che in casa oltre alla sposa, che comunque verrà dopo più che abbondantemente fotografata, non c’è niente.
Capita a tutte le giovani di ricevere un mazzo di fiori, ma una foto con quelli direbbe probabilmente molto. Ecco allora che il fiorista deve creare qualcosa che anticipi e concluda la festa, qualcosa che rende particolare anche quell’ambiente, che un domani riguardando quelle foto faccia ricordare alla sposa l’emozione e, se vogliamo, anche la tensione che quel giorno provava.
Cercate di non dimenticare ogni piccolo particolare e di fare molta attenzione, perché quel giorno irripetibile segna una data molto importante nella vostra vita futura.
Grazie a tutti questi accorgimenti, il vostro matrimonio sarà indimenticabile.
Incerta e remota l’epoca della sua fondazione che una fantasiosa leggenda attribuisce a Perseo, figlio di Giove (Jovis natio). La storia, invece, la vuole già esistente, con il nome di Natìolum, al tempo dell’Impero Romano, fortificata all’incirca nel 102 dC. da Traiano e dotata di chiese all’epoca di Costantino il Grande.
Natìolum, infatti, viene menzionata negli Itinerari Teodosiani del 300 d.C., riportati dalle Tavole Peutingeriane, e nella Anonymi Ravennatis Cosmographia del VII secolo. Verso la fine del primo millennio mutò il nome in Juvenatium, ossia Juvene Natiolum, quasi a significare una nuova e più vasta città con una popolazione più numerosa, poiché tanti degli ex invasori (Greci, Longobardi, Saraceni) si erano ormai perfettamente amalgamati con i vecchi abitanti.
E fu la Juvenatium a raggiungere il massimo fulgore come attivissima città marinara in epoca normanna e sveva, vivendo poi con alterna fortuna, a volte prospera ed autonoma, a volte umiliata e povera, le tante dominazioni che si susseguirono in terra pugliese portando guerre, assedi, saccheggi e pestilenze.
Purtroppo nel 1521 giunse anche la perdita dell’autonomia, poiché l’imperatore Carlo V la vendette a don Ferrante di Capua, duca di Termoli. A questo fecero seguito come feudatari i Gonzaga, che la tennero per oltre un secolo cedendola, infine, nel 1639 a Domenico Giudice, principe di Cellamare. Solo nel 1770, con l’estinzione della famiglia Giudice, Giovinazzo potè riscattarsi ed attendere pazientemente la fine dell’egemonia borbonica e l’avvento della unità d’Italia.
Pillole di storia
CURIOSITÀ CITTADINE DI FINE SECOLO
Da che pulpito viene la predica!
Dal rispetto alla trascuratezza delle tombe
DONNE, DU.. DU.. DU.. IN CERCA DI… GUAI?
I santi intercedono per noi
La raccolta delle olive secondo il vangelo di "Tupp e tupp" e di "Tiedde"
RICUCIRE O RIMUOVERE LA MEMORIA?
Le pergamene della Chiesa dello Spirito Santo
Mèste Necòle, iàive vècchie e se ‘mbaràive angòre!
Riportato alla luce da un protocollo notarile un "hymnum"
Scomparsa tela della Vergine di Corsignano dalla chiesa di S. Agostino
Torre Rufolo: Museo della Civiltà dell’olio
Trafugata o venduta per quattro soldi!
La zona orientale della cattedrale, con absidi nascoste da una parete racchiusa tra due torri campanarie, segue il modello della basilica di San Nicola a Bari (iniziata nel 1087); l’area absidale, insieme alla cripta, costituisce l’unica parte superstite dell’antica fabbrica romanica, la cui costruzione risale ai secc. XII-XIII.
La parete racchiusa tra le torri mostra un raffinato disegno d’insieme, composto da un gioco di aperture che si susseguono dal basso verso l’alto: una porta, un’arcata cieca, due finestroni riccamente scolpiti. A destra e sinistra della finestra centrale sono due losanghe fiorite, motivo consueto nella decorazione delle cattedrali romaniche pugliesi di Capitanata,
come si può osservare a Siponto e Troia. La grande monofora superiore, con archivolto aggettante e poggiante su colonnine, è compresa tra due bifore. Il gioco di aperture doveva proseguire nelle due torri campanarie contigue, come si può ipotizzare osservando le bifore presenti sull’unica torre originaria (quella meridionale).
Lungo la sezione inferiore della struttura muraria corre una teoria di archi intrecciati di eco islamica. L’elegante disegno si snoda dalla parete meridionale (completamente ristrutturata alla fine dell’Ottocento) alla parete orientale, per interrompersi all’attacco della torre settentrionale, su cui pure un tempo proseguiva (la torre è stata infatti ricostruita nel XVII secolo). Il motivo degli archi intrecciati, presente anche nella vicina cattedrale di Molfetta,
risulta piuttosto diffuso nella produzione artistica campana dei secc. XII-XIII; si ricorda l’episodio, notissimo, del chiostro del Paradiso ad Amalfi (1266-68).
Particolare di un capitello scolpito con due civette. Gli artigli dei due rapaci si appoggiano saldamente alla modanatura che raccorda il capitello alla colonna. Risulta alquanto arduo stabilire la differenza tra sculture originali e rifacimenti in stile eseguiti alla fine dell’Ottocento da abilissimi maestri. In occasione dei restauri del 1892-93 furono rifatti, oltre il prospetto meridionale, anche alcune parti del prospetto orientale, la cui decorazione scultorea originaria risale al XIII secolo.
La bifora sinistra, le cui due arcate, dal profilo a doppia ghiera, sono incluse in una più ampia arcata cieca a tutto sesto, poggia su un davanzale scolpito con motivi fitomorfi che ripetono la decorazione della cornice esterna del finestrone centrale posto accanto (la decorazione della cornice mediana del medesimo finestrone è invece ripresa sul davanzale della bifora destra).
Il capitello della colonnina centrale, con abaco decorato da una semplice teoria di foglie d’acqua a rilevate nervature centrali, è racchiuso da un nastro che ne percorre la superficie intrecciandosi.
I doccioni, stilizzati animali mostruosi con le fauci spalancate, attingono al ricco repertorio del bestiario romanico pugliese.
La finestra mostra un triplice giro di cornici, le due più esterne impreziosite da decorazioni fitomorfe, lievemente strombate e sormontate da un aggettante archivolto, anch’esso scolpito a motivi vegetali. La prima cornice non presenta decorazione; la cornice mediana sporge su di essa con una teoria di carnose foglie a forte aggetto; la cornice esterna presenta un motivo di foglie stilizzate con apici superiori ricurvi, quasi ripiegati su sé stessi. L’archivolto, solcato da striature sottili,
poggia su due colonne, con elaborati capitelli, sorrette da mensole zoomorfe. I due animali mostruosi, in particolare quello di destra, hanno subito mutilazioni e forse rifacimenti che lasciano solo spazio alle ipotesi per ciò che concerne l’interpretazione iconografica: si avvicinano comunque ai modelli consueti del romanico pugliese delle fiere diffuse sui finestroni, sulle pareti, sui portali delle cattedrali (basilica di San Nicola di Bari, cattedrali di Bari, Trani, Barletta, Bitetto,
per non citarne che alcune)La torre campanaria, suddivisa in quattro sezioni da cornici marcapiano, termina con una copertura piramidale. Il trattamento delle superfici murarie con strombature, teorie di archi ciechi e nicchie contribuisce ad alleggerire la mole dell’insieme, insieme alla presenza di numerose aperture.
La zona inferiore della torre meridionale fu irrobustita da un contrafforte nel XVIII secolo.
Luca Bragazzi è nato nel 1978 a Bari, città in cui vive ed opera. Inizia a coltivare bonsai nel 1988 all’età di dieci anni, da allora ha partecipato e continua a partecipare a numerosissime mostre sia regionali che nazionali, come espositore ed anche come relatore ottenendo molti successi. Ha partecipato a stage e laboratori con i più importanti maestri giapponesi quali Kimura, Kobayashi, Terakawa, Suzuki, kajiwara ed anche con famosi istruttori europei tra cui Notter, Noelanders e altri.
E’ laureando in scienze e tecnologie agrarie e grazie agli studi, ha potuto approfondire le numerose problematiche agronomiche inerenti la coltivazione, tra cui in particolare la tecnica della concimazione. Esperto in problemi fisiologici derivanti dall’impostazione di vecchi esemplari, tecniche avanzate di modellatura e ristrutturazione. Nel 2002, per le sue competenze è stato nominato responsabile didattico della scuola bonsai “ilbonsai.net” di Giovinazzo (BA)
sempre in quell’anno è stato eletto presidente dell’omonimo bonsai club; attualmente il più numeroso della Puglia. Terlizzi rappresenta una grande e importante realtà produttiva florovivaistica italiana.
Nel suo territorio operano infatti oltre 400 aziende con un migliaio di addetti organizzate in associazioni di categoria, per un totale di circa 6 milioni di mq. coltivati.
L'assortimento della produzione è vasto ed è assicurato durante tutto l'arco dell'anno: garofani, rose, lilium, gladioli, gerbere, crisantemi, tulipani, alstroemerie, tuberose, gipsophila, statice, sterlizie, anemoni, iris, eucaliptus, sprengeri, mimose, ginestre.
Fra le piante si segnalano: croton, dracena, canne, tronchetti, dieffembacchia, ananas, poinsettie, aglaonema, radermachera, chamaedorea, ficus benjamina, tropic e schefflera.
Il momento clou e promozionale del comparto è l'annuale Rassegna del Levantflor appuntamento specializzato per gli operatori del settore.
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